Passa al contenuto principale

La danza classica indiana porta a Roma la vita e il messaggio di San Francesco

Notizie

Il 5 giugno, la Sala Nadal della Curia Generalizia si è animata grazie a una straordinaria fusione di spiritualità e arte. Padre Saju George, S.J., insieme a la compagnia di ballerini professionisti, ha portato in scena la vita e il messaggio di San Francesco d’Assisi attraverso il Bharatanatyam, una delle più antiche forme di danza classica dell’India.

Padre Saju, gesuita della Provincia di Calcutta, ha dedicato decenni allo sviluppo delle arti dello spettacolo come strumento di espressione spirituale. Lo spettacolo, radicato nella tradizione del Bharatanatyam e arricchito da elementi di danza contemporanea, ha ripercorso il cammino di un santo la cui visione di pace, semplicità e armonia con il creato continua a parlare con forza anche al nostro tempo, così come otto secoli fa.

Questa forma d’arte comunica attraverso un linguaggio raffinato di gesti, espressioni del volto e movimenti dell’intero corpo. Nelle mani di p. Saju, questa antica tradizione artistica è diventata un ponte tra culture e generazioni, capace di trasmettere il messaggio di un santo italiano del Medioevo oltre i confini del tempo e dello spazio, fino al cuore di Roma.

La rappresentazione alla Sala Nadal è stata una delle tappe di un più ampio percorso romano della compagnia. P. Saju e la compagnia di ballerini si sono esibiti anche presso la Chiesa di Sant’Ignazio a Roma, portando la stessa esperienza intensa e contemplativa in uno degli spazi gesuiti più amati della città.

I due luoghi, il cuore istituzionale della Compagnia di Gesù presso la Curia e il maestoso interno barocco di Sant’Ignazio, offrivano contesti molto diversi tra loro, eppure entrambi si sono rivelati palcoscenici ideali per uno spettacolo che si muove con naturalezza tra il sacro e l’arte.

Ad accompagnare la danza, una tessitura musicale che unisce composizioni della tradizione classica indiana a elementi occidentali e contemporanei. I brani, eseguiti prevalentemente in inglese con alcuni passaggi in bengalese, riflettono anch’essi il carattere universale dello spettacolo: una proposta che, come lo stesso Francesco, non conosce confini.

Nel suo significato più profondo, questa rappresentazione è un invito a immaginare un mondo più pacifico e riconciliato: quel mondo che San Francesco sognava e che p. Saju e la sua compagnia continuano a evocare e a costruire, un gesto e un passo alla volta.